Esercizio Fisico e Neuroprotezione
Meccanismi molecolari di protezione neuronale nelle patologie neurodegenerative
Esercizio Fisico e Patologie Neurodegenerative
L'esercizio fisico ha dimostrato negli anni di migliorare le performance fisiche, lo stato mentale, la salute generale e il benessere. È indicato nelle patologie neurodegenerative in quanto migliora la produzione di fattori neurotrofici, neurotrasmettitori ed ormoni.
Promuove la sopravvivenza neuronale e la neuroplasticità, e ottimizza il sistema neuroendocrino e la risposta fisiologica allo stress fisico e psicosociale.
L'esercizio sensibilizza il sistema nervoso parasimpatico, il sistema nervoso autonomo e il sistema nervoso centrale, promuovendo la plasticità neuronale, la neurogenesi, l'angiogenesi e l'autofagia.
Effetti protettivi e preventivi
L’esercizio fisico esercita funzioni protettive e preventive documentate su più fronti:
Memoria:
Miglioramento delle funzioni di memorizzazione e apprendimento
Cognitivo:
Potenziamento delle funzioni esecutive e della velocità di elaborazione
Sonno:
Miglioramento della qualità del sonno e dell'umore
Neuro-infiammazione:
Riduzione dell'infiammazione cronica a livello del SNC
Ansia/Stress:
Riduzione dei comportamenti ansiosi e della risposta allo stress
Insulino-resistenza:
Miglioramento della sensibilità insulinica cerebrale e periferica
Myokine e Neuroprotezione: le Molecole Chiave
I dati su pazienti umani affetti da patologie neurodegenerative hanno dimostrato che l’esercizio fisico migliora le performance cognitive. Con l’avanzamento delle tecniche molecolari, i ricercatori hanno identificato varie molecole indotte dall’esercizio fisico — le myokine — che esercitano effetto rigenerativo a livello neuronale.
Esercizio Fisico e Demenza
Lo stile di vita sedentario aumenta il rischio cardiovascolare, il rischio di ictus, di malattia di Alzheimer (AD) e di Parkinson (PD). Negli anziani, l’esercizio aerobico migliora significativamente la funzione cognitiva.
Una meta-analisi ha mostrato la sicurezza ed efficacia dell’esercizio fisico come terapia aggiuntiva sulla qualità di vita, sulle funzioni cognitive e sulla depressione in sei forme di patologie neurologiche e neurodegenerative: morbo di Huntington, AD, PD, Sclerosi Multipla, depressione unipolare e schizofrenia. Lo studio suggerisce che l’esercizio è superiore rispetto alle terapie tradizionali nel migliorare la qualità di vita, i sintomi depressivi, l’attenzione, la memoria a breve e brevissimo termine e la velocità psicomotoria.
Esercizio Fisico e Funzioni Cognitive
Uno studio condotto tra i bambini in età scolare ha dimostrato una correlazione positiva tra l’attività fisica e le performance accademiche, suggerendo che gli effetti cognitivi dell’esercizio si manifestino già in età evolutiva.
Gli individui che praticano attività aerobica migliorano la propria attenzione, memoria, velocità di elaborazione e funzioni esecutive. I meccanismi benefici includono:
- Aumento del flusso sanguigno ippocampale
- Aumento delle dimensioni volumetriche dell’ippocampo
- Riduzione della neuroinfiammazione cronica
Effetti sulla Struttura Corticale
L’esercizio aerobico regolare è in grado di contrastare la perdita di volume della corteccia cerebrale associata all’età, con effetti documentati in particolare nelle regioni prefrontali e temporali, implicate nelle funzioni esecutive, nella memoria episodica e nel linguaggio.
Regolazioni Neuroendocrine Indotte dall’Esercizio
Ipotalamo → Ipofisi → Surrene (asse HPA) + Sistema simpatico
Maggiore è il volume di esercizio (intensità e/o durata), maggiore è la risposta neuroendocrina. Ormoni coinvolti: vasopressina, cortisolo, beta-endorfine, ormone adrenocorticotropo (ACTH) e catecolamine.
Galanina e Locus Ceruleus
L’effetto protettivo dell’esercizio sul SNC è modulato anche attraverso l’espressione di Galanina nel Locus Ceruleus. La Galanina iperpolarizza i neuroni noradrenergici e inibisce l’attività di scarica del Locus Ceruleus, causando:
- Riduzione del rilascio di Noradrenalina (NA)
- Riduzione dell’attivazione dell’amigdala e della corteccia frontale
- Riduzione dei comportamenti ansiosi
Neurotrasmettitori e Attività Fisica
L’esercizio fisico influenza primariamente i sistemi neurotrasmettitoriali centrali. I livelli extracellulari di DA, NA, 5-HT, GABA e Glutammato (GLU) sono tutti modulati dall’attività fisica.
Miglioramento della Sensibilità Insulinica Cerebrale
Il segnale dell’insulina a livello cerebrale è necessario per la sopravvivenza neuronale, per mantenere le funzioni vitali cerebrali e può sia prevenire che invertire difetti nel trasporto del BDNF. La resistenza insulinica cerebrale è oggi considerata un fattore patogenetico chiave nell’AD, tanto che questa patologia è stata definita da alcuni autori “diabete di tipo 3”.
Durante le condizioni fisiologiche, insulina, BDNF, IGF-1, IGF-2 e VEGF operano in sinergia per mantenere l’integrità morfofunzionale dell’ippocampo. Quando la funzionalità di questo sistema è alterata, aumenta significativamente la probabilità di sviluppare demenza e AD.
BDNF: il Fattore Neurotrofico Centrale
Il Brain-Derived Neurotrophic Factor (BDNF) è una neurotrofina espressa prevalentemente nell’ippocampo, implicata nei processi di apprendimento e memorizzazione. Gioca un ruolo importante nella genesi della depressione — livelli ridotti di BDNF sono correlati alla sua patogenesi.
L’esercizio aumenta i livelli muscolari di BDNF, ma questo non passa nella circolazione sistemica, esercitando solo effetto locale sul muscolo. Tuttavia, durante l’esercizio si documenta un’aumentata espressione de novo di BDNF a livello ippocampale, mediata probabilmente dalla via PGC-1α / FNDC5. L’allenamento cronico aumenta la connessione funzionale neuronale tra ippocampo e amigdala.
Irisina: la Myokina Neuroprotettiva
L’Irisina è una myokina prodotta e secreta dal muscolo scheletrico durante una sessione di esercizio fisico, per clivaggio proteolitico di FNDC5 (Fibronectin Type III Domain-Containing Protein 5). Ha effetti sistemici sulla termogenesi e sull’omeostasi del glucosio.
Contrazione muscolare → PGC-1α → FNDC5 → clivaggio → Irisina (secrezione) → effetti sistemici e cerebrali
Effetti neuroprotettivi dell’Irisina
Studi recenti suggeriscono che l’irisina possa essere parte del meccanismo di attività fisica, motivazione e circuito di ricompensa — meccanismi collegati all’attività dopaminergica che risulta a sua volta aumentata dal BDNF, creando un loop positivo esercizio→irisina→BDNF→DA.
L’irisina sembra ridurre il danno neuronale causato dall’ischemia cerebrale, con effetti osservati su modelli sperimentali di stroke.
L’esercizio fisico riduce il dolore neuropatico. Questo effetto è in parte attribuito al rilascio di irisina: il suo uso sperimentale aumenta la soglia del dolore neuropatico.
L’irisina riduce il rilascio di mediatori infiammatori e riduce l’accumulo di precursori di amiloide a livello cerebrale — meccanismo di particolare rilevanza nella prevenzione dell’AD.
Riferimenti Bibliografici
I riferimenti di seguito includono le fonti primarie corrispondenti agli studi citati nella presentazione e la letteratura di supporto chiave sui temi trattati. I DOI sono linkati alle pubblicazioni originali.
- Review Cotman CW, Berchtold NC (2002) Exercise: a behavioral intervention to enhance brain health and plasticity. Trends Neurosci 25:295–301. https://doi.org/10.1016/S0166-2236(02)02143-4
- Review Cotman CW, Berchtold NC, Christie LA (2007) Exercise builds brain health: key roles of growth factor cascades and inflammation. Trends Neurosci 30:464–472. https://doi.org/10.1016/j.tins.2007.06.011
- Review Hillman CH, Erickson KI, Kramer AF (2008) Be smart, exercise your heart: exercise effects on brain and cognition. Nat Rev Neurosci 9:58–65. https://doi.org/10.1038/nrn2298
- Review Pedersen BK (2019) Physical activity and muscle–brain crosstalk. Nat Rev Neurosci 20:419–430. https://doi.org/10.1038/s41583-019-0183-6
- Review Dishman RK, Berthoud HR, Booth FW et al (2006) Neurobiology of exercise. Obesity 14:345–356. https://doi.org/10.1038/oby.2006.46
- Review Bherer L, Erickson KI, Liu-Ambrose T (2013) A review of the effects of physical activity and exercise on cognitive and brain functions in older adults. J Aging Res 2013:657508. https://doi.org/10.1155/2013/657508
- Dauwan M, Begemann MJH, Heringa SM, Sommer IE (2016) Exercise improves clinical symptoms, quality of life, global functioning, and depression in schizophrenia: a systematic review and meta-analysis. Schizophr Bull 42:588–599. https://doi.org/10.1093/schbul/sbv164
- Lamberti N, Straudi S, Malagoni AM et al (2017) Effects of low-intensity endurance and resistance training on mobility in chronic stroke survivors: a pilot randomized controlled study. Eur J Phys Rehabil Med 53:228–239. https://doi.org/10.23736/S1973-9087.16.04322-9
- Northey JM, Cherbuin N, Pumpa KL et al (2018) Exercise interventions for cognitive function in adults older than 50: a systematic review with meta-analysis. Br J Sports Med 52:154–160. https://doi.org/10.1136/bjsports-2016-096587
- Lambourne K, Tomporowski P (2010) The effect of exercise-induced arousal on cognitive task performance: a meta-regression analysis. Brain Res 1341:12–24. https://doi.org/10.1016/j.brainres.2010.03.091
- Hamer M, Chida Y (2009) Physical activity and risk of neurodegenerative disease: a systematic review of prospective evidence. Psychol Med 39:3–11. https://doi.org/10.1017/S0033291708003681
- RCT Erickson KI, Voss MW, Prakash RS et al (2011) Exercise training increases size of hippocampus and improves memory. Proc Natl Acad Sci USA 108:3017–3022. https://doi.org/10.1073/pnas.1015950108
- Studio Colcombe SJ, Erickson KI, Raz N et al (2003) Aerobic fitness reduces brain tissue loss in aging humans. J Gerontol A Biol Sci Med Sci 58:176–180. https://doi.org/10.1093/gerona/58.2.M176
- RCT Lautenschlager NT, Cox KL, Flicker L et al (2008) Effect of physical activity on cognitive function in older adults at risk for Alzheimer disease: a randomized trial. JAMA 300:1027–1037. https://doi.org/10.1001/jama.300.9.1027
- Studio Chaddock-Heyman L, Erickson KI, Holtrop JL et al (2014) Aerobic fitness is associated with greater white matter integrity in children. Front Hum Neurosci 8:584. https://doi.org/10.3389/fnhum.2014.00584
- Molecolare Wrann CD, White JP, Salogiannnis J et al (2013) Exercise induces hippocampal BDNF through a PGC-1α/FNDC5 pathway. Cell Metab 18:649–659. https://doi.org/10.1016/j.cmet.2013.09.008
- Molecolare Boström P, Wu J, Jedrychowski MP et al (2012) A PGC1-α-dependent myokine that drives brown-fat-like development of white fat and thermogenesis. Nature 481:463–468. https://doi.org/10.1038/nature10777
- Molecolare Lourenco MV, Frozza RL, de Freitas GB et al (2019) Exercise-linked FNDC5/irisin rescues synaptic plasticity and memory defects in Alzheimer’s models. Nat Med 25:165–175. https://doi.org/10.1038/s41591-018-0275-4
- Molecolare Jin Z, Guo P, Li X et al (2019) Neuroprotective effects of irisin against cerebral ischemia/reperfusion injury via Notch signaling pathway. Biomed Pharmacother 120:109452. https://doi.org/10.1016/j.biopha.2019.109452
- Molecolare Pignataro P, Dicarlo M, Zerlotin R et al (2021) FNDC5/irisin system in neurological diseases: a potential neuroprotective biomarker. Biomolecules 11:521. https://doi.org/10.3390/biom11040521
- Molecolare Vaynman S, Ying Z, Gomez-Pinilla F (2004) Hippocampal BDNF mediates the efficacy of exercise on synaptic plasticity and cognition. Eur J Neurosci 20:2580–2590. https://doi.org/10.1111/j.1460-9568.2004.03720.x
- Review Chaouloff F (1997) Effects of acute physical exercise on central serotonergic systems. Med Sci Sports Exerc 29:58–62. https://doi.org/10.1097/00005768-199701000-00009
- Review Meeusen R, Meirleir KD (1995) Exercise and brain neurotransmission. Sports Med 20:160–188. https://doi.org/10.2165/00007256-199520030-00004
- Molecolare Sciolino NR, Holmes PV (2012) Exercise offers anxiolytic potential: a role for stress and brain noradrenergic-galaninergic mechanisms. Neurosci Biobehav Rev 36:1965–1984. https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2012.07.001
- Review Craft S (2007) Insulin resistance and Alzheimer’s disease pathogenesis: potential mechanisms and implications for treatment. Curr Alzheimer Res 4:147–152. https://doi.org/10.2174/156720507780362137
- Review Biessels GJ, Staekenborg S, Brunner E et al (2006) Risk of dementia in diabetes mellitus: a systematic review. Lancet Neurol 5:64–74. https://doi.org/10.1016/S1474-4422(05)70284-2
- Molecolare Cheng Z, Tseng Y, White MF (2010) Insulin signaling meets mitochondria in metabolism. Trends Endocrinol Metab 21:589–598. https://doi.org/10.1016/j.tem.2010.06.005

